Eugenio Marchesi

Casteggio, 1947, oltrepadano d.o.c.g.

Passato alla libera professione quindi approdato alla fotografia industriale e pubblicitaria nei primi anni ottanta. Fotografa ormai da una vita ed espone da oltre 10 anni alternando personali e collettive, ogni volta che si verifica un’opportunità, sia in spazi pubblici sia in spazi privati.

La passione per l’arte figurativa e la fotografia, che lo ha portato a farne una professione esercitata ancora attualmente, ha mantenuto vivo il suo interesse per una ricerca creativa in continua evoluzione.

La produzione di immagini si riassume fondamentalmente in due generi distinti:

una prima parte di immagini, con taglio prettamente figurativo tradizionale, è dedicata al paesaggio, alla natura e al reportage di viaggio.

Una seconda parte invece raccoglie il prodotto di elaborazioni, ottenute attraverso la manipolazione di files digitali, dove la ripresa fotografica è solo un punto di partenza per la generazione di immagini più complesse con le quali esprimere una personale visione del mondo e delle cose.

Attualmente produce opere a tiratura limitata, dichiarata e garantita, eseguite per lo più su carte cotone e/o tele speciali presso laboratori qualificati oltre che direttamente nel suo studio.

QUADERNI OLTREPADANI

Sotto questo titolo ho voluto riunire alcune serie di immagini che sono rappresentative dei molteplici aspetti dell’Oltrepò Pavese, da me individuati ed evidenziati attraverso una sorta di appunti fotografici.

Sono immagini raccolte nel corso di oltre un decennio e in costante divenire.

Ogni quaderno raccoglie in sé un gruppo di fotografie rese omogenee e coerenti da un filo conduttore che può essere individuato tanto nel contenuto quanto nella rappresentazione estetica o in entreambi. In ogni caso l’intento è quello di sottolineare gli aspetti sia peculiari sia puramente emozionali dei luoghi nei quali ho trascorso e continuo a trascorrere con piacere la mia esistenza.

La speranza è che questi appunti restino come traccia e testimonianza di un territorio magnifico e poco conosciuto oltre che, forse, poco considerato dai suoi stessi abitanti.

Inverno

L’inverno è la prima stagione dell’anno e l’anno finisce d’inverno. Le giornate sono corte, le luci radenti e le ombre lunghe, quando il sole vince sulla nebbia o fora le nubi.

Talvolta c’è il bianco abbagliante della neve che nella zone d’ombra riflette l’azzurro del cielo, quando è terso.

Nelle valli spesso arrivano le nebbie che sfumano i contorni delle cose avvolgendole e cancellano ogni orizzonte e ogni cima lontana e portano nell’aria, come in sospensione, rumori e suoni attutiti e voci senza volto.

Poi, quando la temperatura scende molto, la nebbia muta in galaverna che fiorisce su ogni più piccolo ramo, su ogni foglia rimasta e sui fili d’erba e i contorni delle zolle, creando effimeri scenari che svaniscono, come per incanto, ai primi raggi di sole, lasciando di sé solo brevi, fugaci ricordi.

E’ ricco di sorprese l’inverno e può dare origine a visioni fantastiche, a scenari surreali, sarebbe un peccato non approfittare degli infiniti spunti che suggerisce, così eccolo a voi in questa, anche se breve e incompleta, rappresentazione.

Prossimo evento

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Massimo Fassina, uno dei più talentosi fotografi glamour italiani, espone le sue opere....Continua...


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